di Gaspare Compagno

Il 17 Aprile ci sarà l’assemblea per rinnovare gli amministratori della Banca Popolare di Emilia Romagna (BPER) e non è un mistero per nessuno che questa data promette di diventare una giornata campale in cui schieramenti opposti si affronteranno per contendersi il controllo della banca.

Possiamo, in maniera molto sommaria, ridurre a due gli schieramenti: gli amministratori attuali da un lato e i candidati provenienti da “BPERFUTURA”, espressione della associazione azionisti per lo sviluppo della banca popolare dell’Emilia Romagna.

Francamente a noi non interessa quale dei due schieramenti possa risultare “vincitore” e non per menefreghismo, ma perchè a noi non interessano le singole persone, ma i programmi di cui si fanno promotori e sopratutto che questa banca, patrimonio di noi tutti, sia un volano per lo sviluppo della nostra realtà economica.

Sicuramente la crisi mondiale ha colpito duramente la nostra banca: il calo degli utili e la conseguente diminuzione dei dividendi ne sono la prova più evidente; gli investimenti compiuti negli anni precedenti, come ad esempio l’acquisizione di Meliorbanca, hanno pagato dazio per la crisi e non hanno dato il ritorno sperato e anzi hanno peggiorato la situazione del bilancio della banca. E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, la situazione dei crediti deteriorati, ovvero dei crediti di difficile esigibilità, che sono arrivati a superare il 10% dei crediti totali e questo comporta due cose: 1) che il giudizio delle agenzie di valutazioni Standard & Poor’s e Fitch sulla banca è notevolmente peggiorato; 2) un problema con le norme bancarie.

Analizziamo questo secondo punto: una banca è tenuta a mantenere un certo equilibrio nei conti, per conservare la propria “stabilità patrimoniale”. Quindi se alcune voci di bilancio peggiorano, altre devono migliorare per compensare, e questo non è una scelta a discrezione della banca, perchè gli istituti finanziari devono, per ordine di Banca d’Italia, attenersi ai principi di Basilea II che sono estremamente rigorosi. Questo come si traduce concretamente? Intanto un aumento dei costi per la clientela, la qual cosa non solo danneggia i clienti e le famiglie, ma a lungo andare la stessa banca, perchè logicamente i clienti si sposteranno verso istituti di credito che applicano condizioni più vantaggiose. Quindi la criticità del bilancio, nel lungo periodo, potrebbe aumentare.

Ma il problema è ancora più grave: dovendo migliorare rapidamente il proprio bilancio, la banca deve stringere anche sul credito erogato a famiglie e imprese che si vedono così “strozzate”, ed ecco che soffre tutto il tessuto economico locale.

Partendo da questo dato di fatto, e non conoscendo i piani di rilancio dei vari schieramenti, noi possiamo solo avanzare dei suggerimenti affinchè la banca torni alla sua vocazione originaria, quella di motore di sviluppo.

Il primo suggerimento che diamo è quello di limitare i compensi degli amministratori per i prossimi tre anni. Non ci aspettiamo che questo migliori enormemente il bilancio, ma sarebbe un gesto di buona volontà che la clientela apprezzerebbe. Il secondo è ovviamente di predisporre una exit strategy per i crediti difficili e migliorare la valutazione delle richieste di credito.

Non siamo contrari, come invece lo è la BPERFUTURA, alla politica delle Stock Option: dare azioni ai propri amministratori significa anzi fidelizzarli e coinvolgerli maggiormente nelle scelte della banca. Chiaro che il rischio è quello che gli amminsitratori privilegino scelte di breve periodo giusto per sostenenere il prezzo delle azioni, ma questo si può facilmente ovviare prevedendo che le Stock Option vengano date ad un prezzo leggermente più alto di quello attuale e che vengano date a nel 2013, ottenendo quindi che gli amministratori non abbiano un orizzonte temporale breve, ma di medio periodo.

Infine gli ultimi due suggerimenti che ci permettiamo di dare sono: evitare che gli amministratori possano concedersi fidi e crediti tramite la BPER, perchè giustamente questo può essere visto come una eccessiva liberalità e come un rischio per la corretta gestione della banca; e per ultimo invitiamo i soci, per quest’anno, a destinare interamente l’utile a riserva.

Sappiamo che questa decisione è impopolare per gli azionisti, ma permetterà di migliorare il bilancio della banca, aumentando le riserve di bilancio e permettendo alla banca di potere migliorare le condizioni praticate ai clienti e di avere maggiori disponibilità finanziarie per i crediti verso le aziende. Questa decisione, sicuramente nel lungo periodo ripagherà ampiamente, perchè permetterà alla banca di migliorare la propria immagine verso i clienti, fidelizzarli e svilupparsi sul territorio, portando l’istituto ad un percorso di crescita solido e duraturo.

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