« Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini. » Piero Calamandrei[1])

Ho avuto la fortuna di conoscere la guerra dalla bocca di persone semplici che hanno saputo trasformare in fiaba i giorni, i mesi, gli anni peggiori della loro vita; tra le montagne nei boschi, gli stracci alle finestre perchè l’aereo “pippo” non vedesse la luce , la porta che tuonava di giorno come di notte: partigiani, tedeschi, fascisti tutti  in cerca di cibo, cure, oppositori.

Le verità sono sulla bocca dei vincitori nella storia che a tratti ”dimentica“ di raccontare ma quello che so ha la forza, il credo di ciò che viene tramandato: c’erano i buoni e i cattivi da entrambe le parti , c’era sofferenza, miseria……c’era la guerra.

Oggi guardo al mio Paese con preoccupazione, una Nazione che si astiene dalla libertà del voto, un economia disastrata da una crisi globale ma innegabilmente accentuata dalla paralisi dei Governi.

Oggi guardo con timore l’assenza di una opposizione, noto il triste spettacolo di certi politici  spaesati che non sanno più su che poltrona sedersi.

Vedo un Italia meno democratica, meno unita troppo impegnata a inseguire il potere confondendolo con il bene comune.

Trovo l’ impresa bisognosa di urgenti leggi che ne tutelino la competitività,  si dovrebbe avere il coraggio della collaborazione tra i partiti per riformare.

Vorrei il   25 aprile 2010 tricolore ,non solo verde, della famiglia non solo come istituzione degli obblighi e dei doveri ma come valore da difendere, “laboratorio” per sviluppare valide proposte riformatrici , che incontri le esigenze delle donne, delle madri nell’impresa e per l’impresa;il giorno della  liberazione come responsabile presa di coscenza dell’Italia da ricucire

 
 
 
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