L’onorevole Savino Pezzotta (Udc) a Carpaneto per la festa del partito: “Bisogna poi puntare ad un partito nuovo, nelle posizioni e nella classe dirigente. Non si va lontano come club degli ex Dc”. Francesconi (ex Pdl), per ora, non aderisce

pezzottaIl partito della nazione, il partito dell’unità sotto ai riflettori Carpaneto. I capisaldi, il ruolo e i valori della forza centrista, riformista e di ispirazione cristiana che potrebbe prendere vita prossimamente sono stati schematizzati da Savino Pezzotta, deputato e presidente del Comitato promotore per la Costituente di centro, nel corso di un dibattito moderato dall’assessore provinciale al Welfare Pierpaolo Gallini durante la Festa provinciale dell’Udc tenutasi nel fine settimana.

«Innanzitutto è importante la trasparenza anche per quanto riguarda i contributi ai partiti e gli stipendi dei politici», ha rilevato l’ex sindacalista, che più volte ha fatto riferimento al «degrado» di un «sistema politico maggioritario che ha fallito nelle idee e nella pratica» e al «progetto di alternanza che non ha retto anche per colpa di una politica chiusa e autoreferenziale».

LINEE GUIDA – «Per quindici anni s’è discusso di riforme e rivoluzione liberale che dobbiamo ancora fare e da un anno il dibattito è fermo alle intercettazioni: dobbiamo uscire da quest’impasse», ha avvertito Pezzotta. «Abbiamo bisogno – ha affermato – di un partito non liberale, ma liberaldemocratico, che cambi le categorie politiche e convinca le forze maggiori ad attuare scelte di centro, quelle che vengono portate avanti in Europa. Dovrà reggersi su un codice etico affinché nelle liste non entri di tutto. Inoltre, dovrà rispondere a chi ci è vicino, come al mondo cattolico, a cui dire che la componete cristiana è sì determinante, ma non discriminante. Bisogna poi puntare ad un partito nuovo, tanto nelle posizioni quanto nella classe dirigente. Non si va lontano come club degli ex Dc».

IL PARTITO CHE UNISCE – «Sarà un partito della nazione o dell’unità perché avrà il compito di ricomporre il Paese e riconciliarlo con sé stesso». Perché l’Italia, nell’analisi dell’ex candidato Udc alla presidenza della Lombardia «è profondamente divisa a causa del sistema maggioritario e della globalizzazione in cui è entrato il Nord». «Bisogna invece creare coesione – ha osservato – affinché tutta l’Italia stia dentro alla globalizzazione e all’Unione europea, di cui va rilanciato il concetto di unità politica e non di unità dei burocrati».

IL CASO FRANCESCONI – Dopo la rottura con il Popolo della Libertà, Luigi Francesconi attende di conoscere le prime mosse della nuova formazione politica. «Non torno indietro – puntualizza il consigliere provinciale, che ora fa parte degli indipendenti – e non entrerò nella Lega Nord. Ma non aderisco neppure all’Unione di centro, ma se questo partito si trasformasse in un altro soggetto mi piacerebbe seguirlo passo a passo. Se ci saranno le condizioni, potrò partecipare al partito che lancerà Pierferdinando Casini».

Da www.ilpiacenza.it

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