Il Partito Democratico di Piacenza perde i pezzi: fuori anche Gualazzini

07/07/2010 17:53:22 – Piacenza:

L’emorragia del Pd non si ferma. Dopo Giampaolo Crespoli i democratici piacentini, freschi di congresso, sono costretti a fare i conti con una nuova fuoriuscita. E’ quella dell’ex presidente del Consiglio provinciale Gabriele Gualazzini, il quale ha deciso di non rinnovare la tessera. La notizia del “divorzio” non è certo una sorpresa negli ambienti politici visto che Gualazzini già da mesi si era collocato su posizioni piuttosto critiche nei confronti del partito sia a livello nazionale e sia a livello locale. La spiegazione della sua fuga sta nelle sue parole: «Questa decisione sofferta – motiva Gualazzini – nasce da un ragionamento: il progetto originario del Partito democratico è stato stravolto. Pensavo ad un soggetto politicoa vocazione maggioritaria, che fondesse diverse culture. Ed invece il Pd si è nuovamente trasformato in in un partito di sinistra che vuole barcamensarsi con alleanze non adatte».
Gualazzini precisa che le sue sono riflessioni che prendono spunto da valutazioni riferite a quanto si sta svolgendo a livello nazionale, «ma i cui riflessi si fanno sentire anche a livello locale». L’ex presidente parla di «crisi d’identità». «In un periodo in cui il Governo sta perdendo di credibilità, il Pd invece di crescere sta regredendo rimanendo un partito circoscritto agli amici degli amici».
L’interessato incalza parlando di «schizofrenia e di una Babele di linguaggi». La decisione è stata comunicata di recente al neosegretario Vittorio Silva, con il quale però non c’è ancora stato un confronto diretto. Ed è quest’ultima una considerazione che Gualazzini fa con un velo di amarezza. Quanto al futuro Gualazzini smentisce un suo imminente ingresso nell’Udc, come qualcuno aveva
ventilato: «Non ho alcuna intenzione di iscrivermi all’Udc. In verità
– prosegue Gualazzini – sono attento al discorso di Casini sul Partito della Nazione. Quasi venti anni di bipolarismo sono mestamente falliti. Le riforme strutturali di cui ha bisogno il Paese, tante volte annunciate, non sono state fatte. Oggi ci vogliono persone di buona volontà che stendano un programma. C’è bisogno di un Governo di unità nazionale».

Da:  www.piacenza24.eu

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