Famiglia


“L’atteggiamento da evitare è la retorica paternalistica che parla dei giovani sempre e comunque “quale futuro e speranza della chiesa”. Il futuro e la speranza sono un lavoro e una responsabilità sia per i giovani che per gli adulti, sia per la società che per la chiesa. Questa retorica (tipica degli adulti che sognano l’età ormai lontana) risponde a una mitizzazione dell’età giovanile che ne dimentica le angosce, le fatiche, le inesperienze, le sofferenze, le incertezze. Non basta avere vent’anni per avere un futuro roseo davanti a sé. Soprattutto ora che il futuro, rispetto a pochi decenni fa, ha mutato di segno e non è più sinonimo di promessa, ma di minaccia, non suscita più progettualità e slancio, ma incute timore e induce al ripiegamento su di sé.”

Da un intervista a Luciano Manicardi, vicepriore di Bose

Accade spesso di sentire parlare di giovani, di giovani come speranza, di giovani come investimento o di giovani come accezzione negativa tipo : “sono troppo giovani” o “ma..i giovani d’oggi”; in queste giovinezze si passa da un sovraccarico di ambizioni responsabilità al vuoto ecco, i giovani si consumano in questi due ruoli, etichette dimentiando che i giovani propio perché tali e oggi forse più che mai hanno bisogno dell’altrui esperienza e della saggezza di chi semplcemente è stato giovane prima di loro.

Una società capace di stare a fianco dei giovani in maniera discreta senza consumarli e sovraccaricarli del peso del futuro oggi più incerto , come se il futuro dipendesse esclusivamente dalla giovinezza ma non è così in particolare in una Paese come il nostro una Nazione di anziani come possiamo screditare l’esperienza che a volte produce saggezza e cosa manca in questo per non essere futuro?

A Chianciano in questi giorni ci sono state molte occasioni di confronto e debbo dire che alla fine quello che più è rimasto impresso è il volto umano, che certe personalità  come ad esempio l’On Paola Binetti, L’On.Anna Teresa Formisano hanno saputo mostrare nel raccontarsi  donne, che hanno vissuto diverse fasi sociali di questo Paese, che hanno dedicato e dedicano quella che è la loro esperienza per costruire un futuro con i giovani, nella famiglia e per la famiglia, solo in questo modo, con questo interscambio il cambiamento sarà possibile perchè il peso sarà ripartito su tutti non solo sull’acerba giovinezza.

Nelle politiche per la famiglia, in difesa della famiglia ci sono le basi per evitare l’eccessivoe inevitabile individualismo, ci sono quegli elementi di umanità che troppe volte questa politica di plastica forzatamente e perennemente giovane si dimentica allontanandosi dalla realtà in favore della fiction, dimenticandosi che certi ruoli oltre che età si hanno anche per dare l’esempio ai giovani.

Questo futuro oggi più angosciante ha bisogno della famiglia, ha bisogno di non essere solo giovane, richiede l’esperienza di chi ha conosciuto il sacrificio, e di chi delle difficoltà ne ha fatto saggezza, sogno una società che cresce nelle diversità che dialoga tra le generazioni senza celarne le difficoltà e credo che una buona politica debba essere capace di catalizzare in se tutte queste doti, queste ambizioni e governarle verso il futuro.



Sarà colpa mia,
che sono un Italiano medio o forse mediocre, forse uno che pensa…….che pensa che la maggior parte degli Italiani sono consumati: consumati dal ruolo subdolamente imposto di essere consumatori in nome “dell’economia uber alles”; sarà colpa mia che romanticamente pensando alle lire, mi riscopro molto più povero di un tempo nonostante al telegiornale mi dicono che va tutto bene cogliendo l’occasione per ricordarmi che debbo consumare; colpa mia tiepido cristiano a tratti razzista a giorni secessionista forse troppo glamour poco fashion per indossare il “fasulet” è mia colpa se sono  anche incapace di  trovare  distinzione tra giornaletti scandalistici e quotidiani addentrandomi  nella rete affamato di informazione disorientato dalle continue smentite all’informazione ufficiale; forse sono colpevole di essere comunista e forse a mia insaputa mi hanno regalato un attico in centro a Roma e forse il fratello della mia compagna gira con una Ferrari nera ……..sarà colpa mia?

Parte il cammino del Partito della Nazione: “Modo nuovo di fare politica”

“Ricuciamo gli strappi del tricolore”, questo potrebbe essere lo slogan della nuova formazione politica presentata ai piacentini. Presente anche l’ex presidente del Consiglio provinciale Gualazzini

di Irene Palladini – 17/07/2010

partito_della_nazione_1“Ricuciamo gli strappi del tricolore”, questo potrebbe essere lo slogan della nuova formazione politica presentata sabato 17 luglio ai piacentini. Numerosi sono stati gli interventi da parte dei vari membri del comitato, ma da tutti giunge l’invito, rivolto ai cittadini interessati al benessere del nostro Paese ma disillusi dall’attuale situazione, a ritrovare fiducia e ad unirsi al nuovo partito, indipendentemente dallo schieramento di provenienza.

UN PARTITO COMPLETAMENTE NUOVO – «Vogliamo costruire un partito nuovo che guardi al futuro e rappresenti veramente una valida alternativa al consueto modo di fare politica – esordisce il coordinatore regionale del Partito della Nazione, Davide Torrini -. La crisi dell’attuale governo e la parabola discendente di Berlusconi sono ormai sotto gli occhi di tutti. Ma attenzione: gli italiani hanno bisogno di un Partito che non rappresenti un retaggio del passato, perciò non vogliamo essere identificati nè come un partito post-democristiano nè come un partito proveniente dal centro destra, e quindi destinato a confluirvi nuovamente. Piuttosto, abbiamo l’ambizione di costruire un soggetto politico completamente rinnovato fin dalle fondamenta, per offrire al Paese un’opportunità preziosa per ritrovare fiducia nella classe politica».

RIDIAMO FIDUCIA AI GIOVANIFrancesca Ranza, che benchè giovanissima ricopre già la carica di responsabile provinciale Pari Opportunità, prosegue lamentando che i giovani sono disinteressati alla politica e che il Partito della Nazione si propone proprio di raccoglierli intorno a sé e di dare loro nuova fiducia, offrendo una concreta opportunità di costruire il bene del nostro Paese.

TRASPARENZA E RISPETTOLuigi Francesconi, consigliere provinciale, afferma: «Siamo qui con umiltà, rispettando tutti, ma ripudiando le manovre da basso impero della politica, perchè gli italiani avvertono ormai indiscutibilmente l’esigenza di una realtà politica rispettosa e veramente democratica, che persegua con assoluta trasparenza l’interesse della nazione. Il Partito della Nazione è il partito di tutti noi».

INSIEME PER UNA GRANDE SFIDA – «Partecipo insieme con voi ad una grande sfida: creare tutti insieme una squadra che vuole solo il bene di tutto il Paese, perchè fino ad ora si sono fatti i governi, ma non le riforme. Il bipolarismo attuale non risolve i problemi veri, tanto è vero che la precaria situazione economica dell’Italia rischia addirittura di farci seguire le sorti della Grecia», sostiene l’architetto Gabriele Gualazzini, già presidente del Consiglio provinciale. «Auguriamoci che nel nuovo partito affluiscano forze politiche provenienti da ogni altro schieramento, ma sinceramente desiderose di costruire un nuovo modo di fare politica», conclude.

Da: www.ilpiacenza.it

ECO – Istat: spesa media mensile famiglie in 2009 -1,7%, Sicilia ultima
 
Istat: spesa media mensile famiglie in 2009 -1,7%, Sicilia ultima

Roma, 5 lug (Il Velino) – La spesa media mensile per famiglia nel 2009 è pari, in valori correnti, a 2.442 euro, con una variazione rispetto all’anno precedente del -1,7%. Considerando poi che tale variazione incorpora sia la dinamica inflazionistica (nel 2009, l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività è pari, in media, allo 0,8%, con differenze non trascurabili tra i diversi capitoli di spesa), sia la diminuzione del valore del fitto figurativo (-1,1%), la riduzione della spesa media mensile per consumi in termini reali appare alquanto significativa. E’ quanto comunica l’Istat nella sua rilevazione dei consumi delle famiglie nel 2009. Il valore mediano della spesa mensile per famiglia, cioè quello al di sotto del quale si colloca la spesa della metà delle famiglie residenti, è pari a 2.020 euro (-2,9% rispetto al 2008 in termini nominali), accentuando la flessione osservata in termini di valore medio. La contrazione della spesa per consumi appare particolarmente evidente tra le famiglie con livelli di spesa medio-alti. Diminuisce del 3% rispetto al 2008 la spesa media per generi alimentari e bevande (461 euro al mese); la diminuzione segue l’incremento osservato nel 2008, essenzialmente dovuto alla sostenuta dinamica inflazionistica che aveva caratterizzato questi beni. La percentuale di famiglie che dichiara di aver diminuito nel 2009 la quantità e/o la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto all’anno precedente è pari al 35,6%: tra queste, il 63% dichiara di aver diminuito solo la quantità, mentre il 15% di aver diminuito, oltre alla quantità, anche la qualità.


Rispetto al 2008, diminuisce la spesa media mensile per pane e cereali, per oli e grassi, per patate frutta e ortaggi, per zucchero, caffè e altro; in diminuzione risulta anche la spesa per bevande. La contrazione osservata a livello nazionale è essenzialmente dovuta alla diminuzione registrata nel Mezzogiorno, dove dai 482 euro del 2008 si scende ai 463 del 2009. In particolare, in questa ripartizione, diminuisce la spesa per bevande, pane e cereali, zucchero, caffè e altro, patate, frutta e ortaggi, anche a seguito della diminuzione della percentuale di famiglie che effettua l’acquisto. La diminuzione della spesa per oli e grassi, beni questi che mostrano una riduzione dei prezzi, è invece dovuta a quella osservata tra le famiglie residenti nel Nord. La spesa non alimentare risulta stabile a livello nazionale e pari a 1.981 euro mensili. Diminuisce la spesa per servizi sanitari, tabacchi, comunicazioni, mentre risulta in aumento la spesa per combustibili ed energia, che si associa a un periodo invernale particolarmente lungo e rigido. È il Nord che determina la diminuzione della spesa per servizi sanitari, mentre quella per le comunicazioni si osserva sia nel Nord sia nel Mezzogiorno, anche a seguito della diminuzione dei prezzi relativi ad apparecchiature e materiale telefonico. Continua, infine, la diminuzione della spesa per tabacchi, dovuta anche alla riduzione della percentuale di famiglie che li acquista. I valori mediani confermano, accentuandolo, l’andamento osservato in termini di media, per tutte le ripartizioni geografiche. Nel 2009, la spesa mensile per generi alimentari e bevande rappresenta, in media, il 18,9% della spesa totale (il 16,4% tra le famiglie del Nord, il 24,4% nel Mezzogiorno). La spesa per l’acquisto di carne si conferma la più alta tra le spese alimentari (105 euro al mese) e continua a rappresentare il 4,3% della spesa totale, con differenze territoriali sempre più evidenti: nel Mezzogiorno raggiunge il 5,6%, nel Centro il 4,4% e nel Nord il 3,6%. Il 10,4% delle famiglie acquista generi alimentari presso gli hard-discount, percentuale in crescita tra le regioni del Centro (dal 9,8% al 10,5%). Il supermercato si conferma il luogo di acquisto prevalente (68,4%), soprattutto nel Centro-nord (superiore al 70%); nel Mezzogiorno, invece, ben il 76,9% delle famiglie continua ad acquistare presso il negozio tradizionale, con percentuali decisamente superiori alla media per tutti i beni (pane, pasta, carne, pesce, frutta e ortaggi). Le differenze territoriali si riducono nel caso dell’abbigliamento: il 70,7% delle famiglie residenti nel Mezzogiorno acquista questo tipo di beni presso il negozio tradizionale, contro il 62,9% delle famiglie settentrionali; in tutte le ripartizioni aumenta, tra il 2008 e il 2009, la percentuale di famiglie che acquista capi di abbigliamento presso supermercati. Ben il 62,5% delle famiglie dichiara, inoltre, di aver modificato il proprio comportamento di acquisto rispetto all’anno precedente: ha diminuito la quantità il 38,2%, la qualità il 9,8% e il 14,5% ha diminuito entrambe. Tale evidenza si associa a una generale diminuzione della quota di spesa destinata all’abbigliamento che, dal 6,3% del 2007, scende al 6,0% nel 2008 e al 5,8% nel 2009.

Tra il 2008 e il 2009 diminuisce anche la quota di spese per trasporti (14,7% nel 2007, 14,3% nel 2008, 13,8% nel 2009); in particolare, si riduce la spesa per la benzina e per gli altri carburanti (l’indice dei prezzi al consumo indica una variazione rispettivamente del -10,7% e del -19,1%). Nel caso della benzina la diminuzione è anche dovuta al minor numero di famiglie che acquista questo tipo di carburante per l’alimentazione dei propri mezzi di trasporto (dal 62,4% al 59,9%). Scende, dal 3,8% del 2008 al 3,6% del 2009, la quota della spesa per sanità (in particolare medicinali, dentista e visite mediche), risultato dovuto alla riduzione sia del numero di famiglie che effettua la spesa, sia della spesa da loro mediamente sostenuta. Diminuisce, oltre a quella per tabacchi (dallo 0,9% allo 0,8%), anche la quota di spesa destinata al tempo libero e alla cultura (dal 4,3% al 4,2%): in particolare, diminuisce la spesa per l’acquisto di nuove tecnologie, CD, DVD, giornali ed aumenta quella per l’acquisto di televisori (indotta dal passaggio al digitale terrestre), per attività sportive e per totocalcio, lotto e altri giochi con vincita. All’abitazione viene ormai destinato oltre 1/3 della spesa totale (il 33,5% del 2009 contro il 32,1% del 2008), quota che sale al 36,7% tra le famiglie del Centro. In aumento risulta anche la quota relativa alle spese per altri beni e servizi (dal 10,9% all’11,0%); in particolare, aumenta la spesa per onorari di professionisti e per pasti fuori casa. La quota di famiglie che occupano un’abitazione in affitto si attesta al 17,1%, come nel 2008 (era il 17,7% nel 2006 e il 17,2% nel 2007); tuttavia tale stabilità è l’effetto di andamenti contrapposti a livello territoriale: nel Nord la quota continua a scendere (dal 18,0% al 16,9%), mentre aumenta nel Centro e nel Mezzogiorno (dal 14,3% al 16,0% e dal 17,6% al 18,2% rispettivamente). La spesa media effettiva per il canone locativo, nel 2009, è pari a 372 euro e varia tra i 447 euro delle regioni del Centro e i 295 euro del Mezzogiorno, dove, tuttavia, si osserva l’incremento maggiore rispetto all’anno precedente. Tra le famiglie che vivono in abitazione di proprietà (il 74% del totale), il 15,9% paga un mutuo (era il 16,3% nel 2008). Questa voce di bilancio, pur non essendo una spesa per consumi (configurandosi piuttosto come un investimento) rappresenta un’uscita consistente che, per circa 2 milioni 902 mila famiglie, è pari, in media, a 510 euro al mese (erano 465 nel 2008). Il Nord, a seguito dell’incremento più elevato, mostra il valore assoluto più alto della spesa, con valori medi mensili pari a 530 euro.

La diversa dimensione familiare determina un diverso livello di spesa e una differente allocazione del budget disponibile, anche per effetto delle economie di scala: in particolare, il livello di spesa media (e mediana) aumenta in misura meno che proporzionale rispetto al numero di componenti. Nel 2009, ad esempio, la spesa media mensile per una famiglia composta da un solo individuo è circa il 70% di quella delle famiglie di due componenti ed analogo fenomeno si rileva per la spesa mediana. Tra le famiglie di cinque o più componenti, un quinto (il 21,8%) della spesa totale, pari a 3.242 euro, è destinata ai generi alimentari (contro il 17,9% delle famiglie di un solo componente); elevata appare anche la quota per l’istruzione (che raggiunge il 2,2%), dovuta alla presenza di bambini/ragazzi in età scolare. Più bassa, invece, è la quota per l’abitazione: il 21,6% contro il 34,9% osservato tra le famiglie di un solo componente. I livelli di spesa media mensile tra le famiglie con a capo una donna sono più bassi (2.055 euro) rispetto a quelli delle famiglie con persona di riferimento uomo (2.621 euro), essendo le prime tipicamente meno ampie e, in prevalenza, composte da anziane e madri sole (i corrispondenti valori mediani sono pari a 1.616 e 2.186 euro rispettivamente). Le famiglie di anziani, infatti, hanno livelli di spesa decisamente più bassi di quelli delle famiglie con a capo una persona più giovane (i single e le coppie con a capo un ultrasessantaquattrenne spendono circa i tre quarti dei single e delle coppie di giovani/adulti), così come i monogenitori si attestano su livelli di spesa più simili a quelli delle coppie di adulti senza figli che a quelli delle coppie con figli. Oltre mille euro separano la spesa media delle famiglie di operai (2.406 euro) da quella delle famiglie di imprenditori e liberi professionisti (3.493), mentre scende al di sotto dei 2.000 euro la spesa delle famiglie con a capo un disoccupato, una casalinga o una persona in altra condizione non professionale (esclusi i ritirati dal lavoro le cui famiglie spendono in media 2.104 euro). Le stesse evidenze si osservano, su livelli più bassi, anche in termini di spesa mediana.

In generale, le famiglie con i livelli di spesa più bassi (famiglie di anziani, famiglie con a capo una persona esclusa dal mercato del lavoro, sia essa ritirata o in altra condizione non professionale) destinano una quota più elevata della loro spesa totale a beni di prima necessità, come abitazione e alimentari (la quota varia tra il 55% e il 68%). Nel caso degli anziani, tra le spese incomprimibili devono essere incluse anche quelle sanitarie, che rappresentano un ulteriore 4,5% nel caso di persone sole e 5,3% nel caso di coppie. Per altre tipologie di famiglie (coppie di giovani e adulti, famiglie di imprenditori e liberi professionisti, famiglie di dirigenti e impiegati e di lavoratori in proprio) appaiono superiori alla media le quote destinate alle altre spese (pasti e consumazioni fuori casa, viaggi e vacanze, spesa per onorari professionisti, assicurazione vita e rendite vitalizie), ai trasporti e alle comunicazioni, all’abbigliamento e alle calzature, che, insieme, rappresentano circa il 40% della spesa totale. Un’elevata quota di spesa per trasporti e comunicazioni e per abbigliamento e calzature è associata anche alla presenza di figli (tali spese rappresentano circa ¼ della spesa totale), che determinano quote più elevate di spesa anche per l’istruzione e il tempo libero (sempre superiori al 5,5%).

Nel 2009, la Lombardia è la regione con la spesa media mensile più elevata (2.918 euro), seguita da Veneto (2.857) ed Emilia Romagna (2.799). Fanalino di coda, ancora una volta, la Sicilia con una spesa media mensile (1.721) di oltre mille euro inferiore a quella delle regioni con la spesa più elevata. In tutte le regioni del Mezzogiorno, alla spesa alimentare viene destinato oltre un quinto della spesa totale (in Campania tale quota di spesa rappresenta più di un quarto), mentre nelle regioni del Nord, tale quota è inferiore a quella media nazionale, fatta eccezione per la Liguria (19,6%) dove elevata è la presenza di popolazione anziana. Le regioni del Centro, in particolare il Lazio (32,5%) e la Toscana (32,0%), presentano le più elevate quote di spesa totale destinate all’abitazione; tra le regioni del Nord, quote di spesa superiori al 30% si osservano solo in Liguria (32,2%) e in Friuli Venezia Giulia (30,6%). La diversa propensione alla spesa per istruzione e per sanità è legata alla diversa compartecipazione delle istituzioni locali alla spesa sostenuta dalle famiglie, ma anche alla maggiore presenza, nel primo caso, di bambini e ragazzi in età scolare e, nel secondo, di anziani. Per quanto riguarda l’istruzione, le quote di spesa totale variano da un massimo di 1,7% per la Basilicata a un minimo di 0,5% per l’Umbria. Per beni e servizi sanitari, invece, si passa da un massimo del 4,8% per il Trentino Alto Adige (nella provincia autonoma di Trento è 5,6%) a un minimo del 3,0% in Campania.
 
(Raffaella Malito) 5 lug 2010 10:31

 

Sulla scia del successo del XXVI Premio Internazionale “Luigi Illica” 2009, nasce il 1° CONCORSO LIRICO ILLICA OPERA STAGE che si terrà dal 24 al 31 luglio 2010 nella bellissima borgata medievale che ha dato i natali all’illustre librettista e drammaturgo piacentino. Così, se l’accento in passato è stato sui grandi nomi e l’ultima edizione che ha visto prestigiose presenze come Rolando Panerai, Roberto Aronica, Cristina Gallardo Domas, Donato Renzetti, Maurizio Scaparro, Marco Iannelli, Nicolaos Vellissiotis e Prof. Pier Marco De Santi, l’evento di quest’anno mira a valorizzare i nuovi talenti.

CONCORSO DI GRANDE PRESTIGIO – In questi mesi la Pro Loco di Castell’Arquato e l’Assessore alla Cultura Bernardo Baccanti hanno lavorato intensamente con la Direttrice Artistica del Premio Illica, regista Vivien Hewitt, per mettere a punto un progetto innovativo teso a proiettare il nome di Illica nel mondo e, allo stesso tempo, favorire il cammino dei giovani nel mondo altamente competitivo dell’opera. Elemento distintivo del 1° Concorso Illica Opera Stage è che i Finalisti avranno l’opportunità di partecipare gratuitamente a cinque giorni di Stage intensivo con docenti di grande levatura, prima di affrontare il Concerto finale con orchestra che si terrà nella Piazza Monumentale sabato 31 Luglio.

FASI ELIMINATORIE – Le Fasi eliminatorie e Semi Finali si svolgeranno sabato 24 e domenica 25 Luglio presso il Palazzo del Podestà, mentre lo stage si svolgerà tra il Palazzo, Casa Illica, che accoglierà anche i docenti dello stage e i membri della Giuria, e la Piazza Monumentale dove si svolgeranno le prove serali aperte al pubblico. Durante lo stage i giovani saranno aiutati a perfezionare l’interpretazione musicale e scenica da docenti quali “Illica d’Oro” 2009 Rolando Panerai, il “Premio Illica” 2003 Ines Salazar e il Maestro Valerio Galli, un giovane direttore d’orchestra che ha già approdato al Festival Pucciniano, al Comunale di Bologna, all’estero in Spagna e in Corea del Sud.

I PREMI – I concorrenti sono incoraggiati a presentare non solo arie ma anche, dove possibile, duetti o scene d’opere che danno la possibilità di mettere bene a fuoco musica, tecnica vocale e recitazione. Il concorso, oltre ai premi in denaro del valore di oltre Euri 6.500, offre concerti premio ed anche dei ruoli in un’opera lirica grazie a collaborazioni con altri istituzioni come l’Associazione OMEGA di Prato, l’Associazione Lucchesi nel Mondo e lo statunitense Radiology International Congress.

Da www.ilpiacenza.it

28-06-2010
EMILIA R.: NOE’ (UDC), RATIFICARE CONVENZIONE UE PROTEZIONE MINORI
(ASCA) – Bologna, 28 giu – La consigliera regionale dell’Emilia Romagna dell’udc Silvia Noe’ ha presentato una risoluzione in cui si impegna la Giunta regionale ad attivarsi contro il fenomeno dell’adescamento, dello sfruttamento e dell’abuso sessuale nei confronti dei minori, invitando il presidente Vasco Errani a sottoporre alla Conferenza Stato-Regioni, con la massima urgenza, una sollecitazione affinche’ il Senato ratifichi al piu’ presto la Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori.Noe’ ricorda che ”il 26 giugno si e’ celebrata la giornata internazionale dell’orgoglio pedofilo e che nel 2009 sarebbero state addirittura due le date in cui i pedofili di tutto il mondo avrebbero utilizzato la rete per rivendicare la liberta’ di amare i bambini, esprimendo solidarieta’ ai pedofili in carcere”.”Alcune soluzioni efficaci esistono gia’ – scrive il consigliere – ma la legge italiana non ne permette ancora l’utilizzo: nel 2007, infatti, il Consiglio d’Europa ha deliberato una convenzione contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale dei piu’ piccoli, introducendo, tra gli altri, anche il reato di adescamento on line”.”Mentre la Camera dei Deputati – aggiunge Noe’ – ha approvato all’unanimita’ il disegno di legge di ratifica lo scorso 19 gennaio, il Senato deve ancora pronunciarsi: di qui l’appello ai senatori bolognesi ed emiliano-romagnoli affinche’ si pronuncino per l’approvazione in tempi brevi di questa ratifica”.

res/cam/ss

(Asca)

Ecco le 18 coppie per la Sei Giorni delle Rose

 

 

 

 

   
A meno di un mese dal via della Sei Giorni delle Rose Internazionale che si correrà al Velodromo Pavesi di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza) dal 15 al 20 luglio è ormai definito il cartellone dei partecipanti. Il direttore generale della sei giorni, Claudio Santi, proprio nei giorni scorsi ha raggiunto l’accordo con la diciottesima coppia formata dai giovani campioni europei dell’americana under 23: i cechi Jan Dostal e Vojtech Hacecky che si sono aggiunti ad un cast di primissimo piano. Occhi puntati sull’inedita coppia formata dallo svizzero Franco Marvulli, quattro volte iridato e vincitore di 4 edizioni della Sei Giorni delle Rose, e dall’oro olimpico nell’americana di Pechino e campione del mondo 2004 , l’argentino Walter Perez, sempre protagonista al Velodromo Pavesi.
A lottare con Marvulli e Perez ci saranno anche gli ridati 2009 dell’americana, i danesi Alex Rasmussen e Michael Morkov oltre ai forti belgi Iljo Keisse e Wouter Weylandt, quest’ultimo vincitore della tappa di Middelburg al Giro d’Italia. Il giovane talento piacentino Jacopo Guarnieri farà coppia con uno degli uomini più esperti del gruppo: l’olandese Danny Stam, mentre l’altro piacentino in gara, Giairo Ermeti, correrà con Matteo Montaguti, più volte azzurro su pista e vincitore quest’anno del Giro della Provincia di Reggio Calabria. Non mancheranno i campioni italiani dell’americana Angelo Ciccone e Alex Buttazzoni; la rappresentativa azzurra sarà completata da Alessandro De Marchi, Andrea Pinos e Fabio Masotti che correrà con il forte velocista sudafricano Dean Edwards. La Sei Giorni delle Rose 2010 rappresenterà anche un importante traguardo per lo slovacco Joseph Zabka che il prossimo 15 luglio prenderà il via per l’undicesima volta alla kermesse piacentina diventando così l’atleta più fedele; Zabka sarà in coppia con il ceco Milan Kadlec, terzo ai mondiali 2010 nella corsa a punti.
Da tenere particolarmente in considerazione anche il forte velocista argentino Dario Colla e l’ex campione del mondo dell’omnium, il ceco Alois Kankovsky.
 
 
LE COPPIE
 
1
 MARVULLI Franco
 –
PEREZ Walter
Svizzera \ Argentina
2
 RASMUSSEN Alex
 –
MORKOV Michael
Danimarca
3
 KEISSE Iljo
 –
WEYLANDT Wouter
Belgio
4
 HACESKY Voitech
 –
DOSTAL Jan
Rep. Ceca
5
 GUARNIERI Jacopo
 –
STAM Danny
Olanda
6
 CICCONE Angelo
 –
BUTTAZZONI Alex
Italia
7
 KANKOVSKY Alois
 –
JONKMANN Gert-Jan
Rep. Ceca \ Olanda
8
 ERCILA Martin
 –
EAST Guy
Argentina \ USA
9
 COLLA Dario Angel
 –
ANTOGNA Fernando
Argentina
10
 SIMES Jacky
 –
LEA Robert
USA
11
 HESTER Mark
 –
MADSEN Jens – Erik
Danimarca
12
 MONTAGUTI Matteo
 –
ERMETI Giairo
Italia
13
 MORKOV Jesper
 –
NIELSEN Philip
Danimarca
14
 KADLEC Milan
 –
ZABKA Joseph
Ceca\Slovacchia
15
 BLAHA Martin
 –
HOCHMANN Jiri
Rep. Ceca
16
 SABKA Ryan
 –
LUTTRELL Ryan
USA
17
 MASOTTI Fabio
 –
EDWARDS Dean
Italia\Sud Africa
18
 DE MARCHI Alessandro
 –
PINOS Andrea
Italia

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