Impresa


All’interno del 1° Laboratorio delle Idee a Chianciano, l’EstremoCentroCamp , una preziosa occasione di confronto tra generazioni, tra la politica e i giovani con la volontà di costruire un ponte verso il futuro.

Una possibilià per postare qui alcune domande per il Presidente Casini, in seguito, se ci saranno, ne  pubblicheremo anche le risposte:

1) Quali sono le ambizioni  del Partito della Nazione ?

2)Sicurezza, integrazione,mezzogiorno a livello Nazionale siamo sempre stati  all’opposizione ed ora?

3)La crisi economica ha colpito duramente anche la nostra Nazione per certi versi forse più di altre quali le responsabilità della politica oggi?

Grazie

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In diverse province si è acceso in questi giorni il dibattito sulle  aperture o chiusure delle attività commerciali nelle giornate del 25 aprile e del 1° maggio; l’echeggiare  del problema in tutta la Nazione è indice del fatto che la realtà del commercio va ripensata mettendone in luce le differenti realtà, il ruolo e il servizio. I negozi aperti  svolgono innegabile ruolo sociale, se consideriamo le grandi città  o le città d’interesse  turistico l’obbligo di chiusura crea un grave disservizio ai cittadini che proprio in quel giorno di festa,  magari con la famiglia al completo, possono vivere la città senza evere l’impressione di attraversare il “deserto del Gobi”. Diversa è la questione se parliamo, per esempio, di realtà commerciali finalizzate esclusivamente allo shopping magari in strutture lontane dai centri abitati la cui gestione è spesso in mano a dipendenti , in questo casi l’obbligo di chiusura sarebbe sensato.Chiaramente non possiamo pretendere l’apertura perenne dei dettaglianti ma le abitudini delle famiglie italiane sono notevolmente cambiate in questi ultimi anni, sarà quindi cosa buona partire da queste semplici considerazioni per strutturare delle leggi utili al ricordo e al commercio.

C’è un volontariato buono e uno cattivo?
C’è un volontariato di destra e uno di sinistra?
Il volontariato è solo di sinistra? In Emilia Romagna  il volontariato è di sinistra o per lo meno è percepito come tale.
La destra malvagia ed egoista contro la sinistra buona? Sarà vero?
Ho grande stima di chi fa volontariato di chi si spende con gratuità per il bene comune,
perchè sono fermamente convinto dei buoni propositi della maggior parte delle singole persone;
quando però Tremonti   tratta di volontariato in uno dei suoi testi , (tanto amato  da Nichi Vendola) qualche perplessità mi nasce e si perché, se si crede di sopperire con il volontariato ai tagli del governo mi spiace ma non posso essere d’accordo. Non posso pensare ad un paese armato di volontari e volontariato nel tentativo di tappare gravi mancanze istituzionali, non posso pensare che la gratuità sia sempre un bene, lo è quando non si sostituisce a potenziali posti di lavoro, lo è quando il suo benefico obbiettivo non mette in difficoltà l’imprenditoria. A fronte quindi del buon cuore del popolo Italiano e del particolare momento economico,  non sarà opportuno aprire un tavolo di discussione per tracciare un profilo del volontariato “sano”contro l’abuso del volontariato?

« Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini. » Piero Calamandrei[1])

Ho avuto la fortuna di conoscere la guerra dalla bocca di persone semplici che hanno saputo trasformare in fiaba i giorni, i mesi, gli anni peggiori della loro vita; tra le montagne nei boschi, gli stracci alle finestre perchè l’aereo “pippo” non vedesse la luce , la porta che tuonava di giorno come di notte: partigiani, tedeschi, fascisti tutti  in cerca di cibo, cure, oppositori.

Le verità sono sulla bocca dei vincitori nella storia che a tratti ”dimentica“ di raccontare ma quello che so ha la forza, il credo di ciò che viene tramandato: c’erano i buoni e i cattivi da entrambe le parti , c’era sofferenza, miseria……c’era la guerra.

Oggi guardo al mio Paese con preoccupazione, una Nazione che si astiene dalla libertà del voto, un economia disastrata da una crisi globale ma innegabilmente accentuata dalla paralisi dei Governi.

Oggi guardo con timore l’assenza di una opposizione, noto il triste spettacolo di certi politici  spaesati che non sanno più su che poltrona sedersi.

Vedo un Italia meno democratica, meno unita troppo impegnata a inseguire il potere confondendolo con il bene comune.

Trovo l’ impresa bisognosa di urgenti leggi che ne tutelino la competitività,  si dovrebbe avere il coraggio della collaborazione tra i partiti per riformare.

Vorrei il   25 aprile 2010 tricolore ,non solo verde, della famiglia non solo come istituzione degli obblighi e dei doveri ma come valore da difendere, “laboratorio” per sviluppare valide proposte riformatrici , che incontri le esigenze delle donne, delle madri nell’impresa e per l’impresa;il giorno della  liberazione come responsabile presa di coscenza dell’Italia da ricucire

 
 
 

di Gaspare Compagno

Il 17 Aprile ci sarà l’assemblea per rinnovare gli amministratori della Banca Popolare di Emilia Romagna (BPER) e non è un mistero per nessuno che questa data promette di diventare una giornata campale in cui schieramenti opposti si affronteranno per contendersi il controllo della banca.

Possiamo, in maniera molto sommaria, ridurre a due gli schieramenti: gli amministratori attuali da un lato e i candidati provenienti da “BPERFUTURA”, espressione della associazione azionisti per lo sviluppo della banca popolare dell’Emilia Romagna.

Francamente a noi non interessa quale dei due schieramenti possa risultare “vincitore” e non per menefreghismo, ma perchè a noi non interessano le singole persone, ma i programmi di cui si fanno promotori e sopratutto che questa banca, patrimonio di noi tutti, sia un volano per lo sviluppo della nostra realtà economica.

Sicuramente la crisi mondiale ha colpito duramente la nostra banca: il calo degli utili e la conseguente diminuzione dei dividendi ne sono la prova più evidente; gli investimenti compiuti negli anni precedenti, come ad esempio l’acquisizione di Meliorbanca, hanno pagato dazio per la crisi e non hanno dato il ritorno sperato e anzi hanno peggiorato la situazione del bilancio della banca. E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, la situazione dei crediti deteriorati, ovvero dei crediti di difficile esigibilità, che sono arrivati a superare il 10% dei crediti totali e questo comporta due cose: 1) che il giudizio delle agenzie di valutazioni Standard & Poor’s e Fitch sulla banca è notevolmente peggiorato; 2) un problema con le norme bancarie.

Analizziamo questo secondo punto: una banca è tenuta a mantenere un certo equilibrio nei conti, per conservare la propria “stabilità patrimoniale”. Quindi se alcune voci di bilancio peggiorano, altre devono migliorare per compensare, e questo non è una scelta a discrezione della banca, perchè gli istituti finanziari devono, per ordine di Banca d’Italia, attenersi ai principi di Basilea II che sono estremamente rigorosi. Questo come si traduce concretamente? Intanto un aumento dei costi per la clientela, la qual cosa non solo danneggia i clienti e le famiglie, ma a lungo andare la stessa banca, perchè logicamente i clienti si sposteranno verso istituti di credito che applicano condizioni più vantaggiose. Quindi la criticità del bilancio, nel lungo periodo, potrebbe aumentare.

Ma il problema è ancora più grave: dovendo migliorare rapidamente il proprio bilancio, la banca deve stringere anche sul credito erogato a famiglie e imprese che si vedono così “strozzate”, ed ecco che soffre tutto il tessuto economico locale.

Partendo da questo dato di fatto, e non conoscendo i piani di rilancio dei vari schieramenti, noi possiamo solo avanzare dei suggerimenti affinchè la banca torni alla sua vocazione originaria, quella di motore di sviluppo.

Il primo suggerimento che diamo è quello di limitare i compensi degli amministratori per i prossimi tre anni. Non ci aspettiamo che questo migliori enormemente il bilancio, ma sarebbe un gesto di buona volontà che la clientela apprezzerebbe. Il secondo è ovviamente di predisporre una exit strategy per i crediti difficili e migliorare la valutazione delle richieste di credito.

Non siamo contrari, come invece lo è la BPERFUTURA, alla politica delle Stock Option: dare azioni ai propri amministratori significa anzi fidelizzarli e coinvolgerli maggiormente nelle scelte della banca. Chiaro che il rischio è quello che gli amminsitratori privilegino scelte di breve periodo giusto per sostenenere il prezzo delle azioni, ma questo si può facilmente ovviare prevedendo che le Stock Option vengano date ad un prezzo leggermente più alto di quello attuale e che vengano date a nel 2013, ottenendo quindi che gli amministratori non abbiano un orizzonte temporale breve, ma di medio periodo.

Infine gli ultimi due suggerimenti che ci permettiamo di dare sono: evitare che gli amministratori possano concedersi fidi e crediti tramite la BPER, perchè giustamente questo può essere visto come una eccessiva liberalità e come un rischio per la corretta gestione della banca; e per ultimo invitiamo i soci, per quest’anno, a destinare interamente l’utile a riserva.

Sappiamo che questa decisione è impopolare per gli azionisti, ma permetterà di migliorare il bilancio della banca, aumentando le riserve di bilancio e permettendo alla banca di potere migliorare le condizioni praticate ai clienti e di avere maggiori disponibilità finanziarie per i crediti verso le aziende. Questa decisione, sicuramente nel lungo periodo ripagherà ampiamente, perchè permetterà alla banca di migliorare la propria immagine verso i clienti, fidelizzarli e svilupparsi sul territorio, portando l’istituto ad un percorso di crescita solido e duraturo.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             Tante piccole e medie attività commerciali, che tutti i giorni, semplicemente grazie alla loro presenza, mantengono vivo il centro storico, il cuore, delle tante cittadine della regione; basta  fare visita al centro storico di una qualsiasi città,  quando le attività commerciali sono chiuse, per comprenderne presto il grande valore  sociale.I commercianti del centro storico, con le loro piccoli e medie attività hanno giocato un ruolo fondamentale per il benessere dei tanti comuni della Regione, un piccolo imprenditore che si spendeva per il bene del Paese in un amore interessato ma che in questo caso giocava un ruolo positivo, perchè proprio in qesto interesse, nasceva quello stimolo che voleva e vedeva nella propia città, una “attrazzione” per qualsiasi visitatore.

Crediamo che una buona politica debba vedere,apprezzare e difendere la capillarità e la qualità delle tante piccole attività commerciali dei centri storici, comprendendone l’importante ruolo economico sociale più che mai meritevole di attenzioni.

Un mercato che non conosce crisi quello di lotterie ,scommesse e gioco d’azzardo ma che anzi, sembra preoccupantemente essere l’ultima speranza di chi, magari rimasto senza lavoro, affida speranzosamente alla dea fortuna, una parte, all’inizio esigua ma poi sempre piu’ rilevante, delle sue disponibilità.

L’Indubbio ritorno erariale è notevole e piu’ che mai apprezzato in questa fase economica; è altresì innegabile che la crisi che attraversa il Paese sia fonte di disagio, una debolezza tale da accuire notevolmente il rischio di dipendenza da gioco; una piaga sociale che andrebbe ad aggiungersi a quella della diffusione dell’utilizzo di cocaina tra giovani e meno abbienti, riteniamo quindi necessario,  diffondere maggiormente la  sensibilizzazione verso le dipendeze da gioco d’azzardo e contrastarne qualsiasi forma illegale a tutela di questo particolare momento di fragilità Nazionale.

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