Riceviamo e pubblichiamo


All’interno del 1° Laboratorio delle Idee a Chianciano, l’EstremoCentroCamp , una preziosa occasione di confronto tra generazioni, tra la politica e i giovani con la volontà di costruire un ponte verso il futuro.

Una possibilià per postare qui alcune domande per il Presidente Casini, in seguito, se ci saranno, ne  pubblicheremo anche le risposte:

1) Quali sono le ambizioni  del Partito della Nazione ?

2)Sicurezza, integrazione,mezzogiorno a livello Nazionale siamo sempre stati  all’opposizione ed ora?

3)La crisi economica ha colpito duramente anche la nostra Nazione per certi versi forse più di altre quali le responsabilità della politica oggi?

Grazie

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Discutere, infervorarsi sui problemi di politica interna, è cosa buona e giusta.

Tuttavia, in un mondo globalizzato nel libero mercato e nel costume sociale (vedi avvento di internet), trascurare la prateria che si apre oltre la siepe del nostro orticello chiamato Italia, è un grave errore di cui le generazioni future pagheranno il prezzo più alto. Nel sentir comune dei politici italiani, “Europa”, evoca “buen ritiro da non frequentare troppo” (vedi scarsa presenza dei nostri parlamentari al Parlamento europeo).

Il sogno di un Europa unita, è come quei bei sogni interrotti da qualcuno che ci sveglia: un sogno inespresso, incompleto. Visto il percorso storico disomogeneo dei paesi membri, l’Europa che conosciamo oggi, appare come un treno con locomotive degne di un convoglio ad alta velocità (vedi Germania e Francia), a cui sono attaccati vagoni non proprio all’avanguardia sociale ed economica (vedi paesi dell’ex blocco Sovietico).

Questa disomogeneità, si sconta nella reciproca diffidenza che nella famoso e maldigerita pillola del patto di stabilità, trova la sua massima espressione. L’affascinante idea di una moneta unica, concretizzatasi con l’introduzione dell’euro, fa a pugni con la realtà di una politica economica non unitaria. Se ogni paese, sostanzialmente decide per se, in un sistema di moneta unica, il cortocircuito è inevitabile: è inaccettabile che ogni paese ha una politica pensionistica di produzione propria, pagata però con la moneta unica.

Oltre il modello “evasione fiscale da Olimpo”, il modello pensionistico della Grecia, in barba alla “pillola” del patto di stabilità, fa giurisprudenza. Chi vuol capire capisca. L’ha capito bene la Cancelliera Tedesca Angela Merkel: non si può continuare con una moneta unica uguale per tutti, occorrono due monete, pena azzoppamento delle “locomotive” a causa della scelleratezza dei “vagoni”, di questo convoglio chiamato Unione Europea.

No, io non sono un Euroscettico, è questa Europa che non mi convince. Un continente “unito”, non può permettersi di generare antagonismi tra i suoi cittadini (vedi lavoratori Polacchi vs lavoratori di Pomigliano. Il nomadismo e il rientro dei processi delocalizzativi, all’interno di un continento che si autoproclama “unito”, è inaccetabile, perchè crea più danni di una delocalizzazione intercontinentale.

Un continente “unito” non può farsi i dispettucci sulle lingue da adottare in materia di brevetti. Per un continente che si autodefinisce “unito”, in fatto di politica estera, è inaccettabile il “pluricanto”: Se Barack Obama, Medvedev o Hu Jintao, alzano la cornetta, non possono e non dovrebbero sentir cantare più voci.

Per un treno che si autodefinisce unito, è inaccetabile che l’ultimo vagone geografico, debba fronteggiare da solo, il dramma Geopolitico dei flussi migratori.  A tal riguardo auspico che i big della politica nostrani, trovino il tempo e il coraggio di battere i pugni ed alzare la voce.  Un auspicio illusorio, perchè lo so, in Italia non vedo Statisti.  Vedo invece tanti “nani politici” che vista la loro bassissima statura non sono in grado di interagire con chi sta oltre la siepe. Uniti si, ma poi ognuno nelle finanziarie lacrime e sangue… spende e spande in armamenti inutili, no, questo è inaccettabile.

Concludo: Dobbiamo decidere cosa vogliamo, perchè nonostante ci sia una bella bandiera blu con le stelline e un bellissimo Inno alla Gloria, “il grigio, l’ibrido” genera mostri. Mentre in Italia discutiamo.. sulla porcilaia che sorge dentro il nostro orticello (vedi legge bavaglio, vedi finanziaria, vedi Fini, Vedi Berlusconi, vedi opposizione, vedi macari staminkia), li a due passi, appena oltre la siepe, all’orizzonte del futuro, c’è un mostro: lo vogliamo disinnescare?

A.A.A Cercasi Statisti che latitano in tutti gli stati UE.

Astenersi nani politici provinciali ed individualistici che abbondano in tutti gli Stati UE.

La storia ci condannerà.

J. Sardo

Riceviamo e pubblichiamo di Germano Milite                     Le scrivo mosso da un misto di rabbia e sconforto. Le scrivo mosso non da un desiderio idealista-utopista di purificazione morale del mondo ma, al contrario, dalla necessità di cambiamento divenuta irrinunciabile per la stessa sopravvivenza delle istituzioni politiche e lo scongiuro di una guerra civile. Magari le mie parole le risulteranno esageratamente catastrofiste e “rivoluzionarie” ma, come le dicevo, sono giunto alla conclusione che i partiti si siano giocati le loro ultime carte con questa pietosa, ipocrita e confusa campagna elettorale. Ho vissuto ed incamerato lo scoramento totale della gente, la deprimente tendenza a considerare marcio o truffaldino qualsiasi tipo di progetto nuovo che sia ricollegato alla politica “tradizionale”…ho toccato con mano il disfattismo cialtrone e qualunquista delle persone rassegnate al meno peggio ed abituate al binomio inscindibile “politico=ladro”. Ho visto riciclati e trombati passare dal Pd al Pdl facendo tappa nell’Udc e poi nell’Idv…ho visto giovani già vecchi nel loro modo di pensare e di agire. Ho visto il mio futuro grigio come il cemento armato delle carceri. Ma ho visto anche il bicchiere mezzo pieno riempito dall’entusiasmo di tantissimi ragazzi che hanno forza, idee e capacità non per rendere perfetto questo sgangherato paese ma per rimediare a molte delle sue inconcepibili e non necessarie brutture.

Quasi cominciavo a sperare che qualcosa, qualcosa di piccolo ma importante, potesse finalmente cambiare. E invece? E invece vedo l’Italia imbrigliata dalla Lega e, cosa ancora più orribile, l’Udc che potrebbe riallacciarsi alla maggioranza. Sarebbe la più grande delusione della mia vita vederla stringere nuovamente la mano a razzisti, xenofobi, cristiani-celtici e cattolici-adulteri. Sarebbe la fine di tutto e l’annegamento della piccola luce che stava per accendersi. Non abbiamo bisogno di leader buoni o cattivi; di messia o nuovi santi-martiri caro Presidente. Abbiamo bisogno, “semplicemente”, di uomini coraggiosi…che siano pronti a rinunciare al poco che hanno per ottenere molto di più non solo per loro stessi ma anche per chi si fida di loro e li segue. Non pretendo un mondo dove, tutti in circolo e tenendoci per mano, cantiamo Kumbaya. Non immagino un mondo dove non esistono ricchi e poveri, ingiustizie e disparità…non mi concedo utopie sognanti che parlano di governi guidati da superuomini dall’inflessibile moralità e dalla perfetta etica. Governare questo paese frignone e spesso ignavo è compito arduo e deve essere fatto alternando un sensato relativismo ad una giusta fermezza.

In ogni caso non le scrivo assolutamente per indicarle come governare; non ne ho le capacità, l’esperienza e le conoscenze. Le scrivo solo questa sorta di “supplica-esasperata” riguardo ad un provvedimento che reputo non solo moralmente giusto ma SOCIALMENTE NECESSARIO. VIA I MEDIOCRI E I LESTOFANTI DALL’UDC…via coloro che portano voti ma che derubano il futuro alle attuali generazioni. VIA I COMPROMESSI con i corrotti e via il concetto di “potere a tutti i costi”. Come dicevo questa forma di rinnovamento forte è coraggioso non deve essere spinta da un elevato senso di giustizia ma DALLA NECESSITA’ DI SOPRAVVIVERE E DI EVITARE IL TRACOLLO DI QUESTO PAESE (E DELLA MIA REGIONE IN PARTICOLARE; LA CAMPANIA).

Eliminare la feccia dal partito vorrebbe dire giocarsi tutto quel 6% di elettorato ma significherebbe, al contempo, non offrire “alibi” a chi oggi guarda con diffidenza all’Unione di Centro. Non so: forse qualcuno penserà che sto delirando e forse è effettivamente così ma, mi creda, avere 23 anni e sapere che, per fare quello che voglio fare (il giornalista) dovrò prima o poi rinunciare alla mia dignità e vendermi a qualcuno, è incredibilmente frustrante…quello che noto è un incredibile ed insostenibile spreco di risorse positive e di giovani dalla mente libera e creativa. Premiare i meritevoli, mi creda, non può che produrre risultati straordinari PER TUTTI. Affidarsi ai migliori, alla lunga, PREMIA.

Ho scritto troppo, lo so e me ne scuso…probabilmente queste mie righe nemmeno le leggerà mai ma, mi creda, se l’Udc riuscisse a portare avanti in maniera credibile, profonda e concreta il rinnovamento che sbandiera da anni (insieme a tutti gli altri partiti) io sarei il primo a prenderne parte; a giocarmi tutto ciò che ho e che sono per far vincere il progetto. E con me che non sono nessuno, le assicuro, ci sarebbero tantissimi pronti a fare lo stesso; a partire dal gruppo giovanile di Caserta. Lei una volta disse:”Vorrei dei giovani che rompessero le scatole nel partito”. Bene…c’è un esercito di giovani pronti a fracassarle. Che facciamo? Passiamo dalle parole ai fatti?

GRAZIE PER L’ATTENZIONE. Cordiali Saluti.

Germano Milite