All’interno del 1° Laboratorio delle Idee a Chianciano, l’EstremoCentroCamp , una preziosa occasione di confronto tra generazioni, tra la politica e i giovani con la volontà di costruire un ponte verso il futuro.

Una possibilià per postare qui alcune domande per il Presidente Casini, in seguito, se ci saranno, ne  pubblicheremo anche le risposte:

1) Quali sono le ambizioni  del Partito della Nazione ?

2)Sicurezza, integrazione,mezzogiorno a livello Nazionale siamo sempre stati  all’opposizione ed ora?

3)La crisi economica ha colpito duramente anche la nostra Nazione per certi versi forse più di altre quali le responsabilità della politica oggi?

Grazie

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Cari Amici,

da qualche giorno, si è tornato a parlare con grande insistenza del Partito della Nazione. Ma come vogliamo che sia questo partito? Che partito vogliono gli italiani?

Sembreranno domande banali, scontate. Ma non voglio dare nulla per scontato e, per far sì che nasca un partito che sia il più vicino possibile ai cittadini, vi invito a complilare un questionario, predisposto da Lorien Consulting. Non è certo con i questionari che si risolvono i problemi, lo so. Ma questo potrebbe essere il primo passo per la costruzione di un partito nuovo, che si basi sulla partecipazione e la condivisione di idee. Di tutti.

Cliccando sul banner qui sotto, vi troverete nella pagina dedicata all’indagine che è stata preparata, sull’opinione politica in generale e sui sentimenti verso il Partito della Nazione che si appresta a nascere.

Buon questionario! 🙂

L’onorevole Savino Pezzotta (Udc) a Carpaneto per la festa del partito: “Bisogna poi puntare ad un partito nuovo, nelle posizioni e nella classe dirigente. Non si va lontano come club degli ex Dc”. Francesconi (ex Pdl), per ora, non aderisce

pezzottaIl partito della nazione, il partito dell’unità sotto ai riflettori Carpaneto. I capisaldi, il ruolo e i valori della forza centrista, riformista e di ispirazione cristiana che potrebbe prendere vita prossimamente sono stati schematizzati da Savino Pezzotta, deputato e presidente del Comitato promotore per la Costituente di centro, nel corso di un dibattito moderato dall’assessore provinciale al Welfare Pierpaolo Gallini durante la Festa provinciale dell’Udc tenutasi nel fine settimana.

«Innanzitutto è importante la trasparenza anche per quanto riguarda i contributi ai partiti e gli stipendi dei politici», ha rilevato l’ex sindacalista, che più volte ha fatto riferimento al «degrado» di un «sistema politico maggioritario che ha fallito nelle idee e nella pratica» e al «progetto di alternanza che non ha retto anche per colpa di una politica chiusa e autoreferenziale».

LINEE GUIDA – «Per quindici anni s’è discusso di riforme e rivoluzione liberale che dobbiamo ancora fare e da un anno il dibattito è fermo alle intercettazioni: dobbiamo uscire da quest’impasse», ha avvertito Pezzotta. «Abbiamo bisogno – ha affermato – di un partito non liberale, ma liberaldemocratico, che cambi le categorie politiche e convinca le forze maggiori ad attuare scelte di centro, quelle che vengono portate avanti in Europa. Dovrà reggersi su un codice etico affinché nelle liste non entri di tutto. Inoltre, dovrà rispondere a chi ci è vicino, come al mondo cattolico, a cui dire che la componete cristiana è sì determinante, ma non discriminante. Bisogna poi puntare ad un partito nuovo, tanto nelle posizioni quanto nella classe dirigente. Non si va lontano come club degli ex Dc».

IL PARTITO CHE UNISCE – «Sarà un partito della nazione o dell’unità perché avrà il compito di ricomporre il Paese e riconciliarlo con sé stesso». Perché l’Italia, nell’analisi dell’ex candidato Udc alla presidenza della Lombardia «è profondamente divisa a causa del sistema maggioritario e della globalizzazione in cui è entrato il Nord». «Bisogna invece creare coesione – ha osservato – affinché tutta l’Italia stia dentro alla globalizzazione e all’Unione europea, di cui va rilanciato il concetto di unità politica e non di unità dei burocrati».

IL CASO FRANCESCONI – Dopo la rottura con il Popolo della Libertà, Luigi Francesconi attende di conoscere le prime mosse della nuova formazione politica. «Non torno indietro – puntualizza il consigliere provinciale, che ora fa parte degli indipendenti – e non entrerò nella Lega Nord. Ma non aderisco neppure all’Unione di centro, ma se questo partito si trasformasse in un altro soggetto mi piacerebbe seguirlo passo a passo. Se ci saranno le condizioni, potrò partecipare al partito che lancerà Pierferdinando Casini».

Da www.ilpiacenza.it

Per la Nostra Regione e per chi ha voglia di fare centro. Con l’ambizione che diventi una finestra di dialogo utile al confronto. La voce dell’Emilia Romagna di Centro.

Ecco chi siamo:

Siamo un gruppo di ragazzi del Emilia Romagna, che con tanta passione, attenzione e piacere cerca di tenersi informato sui tanti fatti che accadono su questa nostra terra. Ragazzi che, oltre alla normale esistenza, svolgono un’attiva forma di futura comunicazione, interagiscono tra di loro, dialogano, discutono e cercano soluzioni innovative e nuove.

Perché?

Per un semplicissimo motivo: vogliamo partecipare anche noi ad un processo già iniziato, ma molto lento, di rinnovamento della cultura, della mentalità, del pensiero e dell’informazione, che purtroppo rallenta e rattristisce la fervente popolazione della nostra regione e darle un ampio respiro.

Con quale sogno?

Cambiare, migliorare la nostra terra, far fiorire un sano e prolifico processo di creazione di nuovi progetti dediti alla guarigione del nostro territorio.

Ma cosa vi interessa?

Noi cerchiamo di raccogliere dal territorio e da internet locale tutti i possibili spunti per convogliarli in un movimento che riesca a porre in essere soluzioni definitive alle tante questioni reali.

Perché “Estremo Centro Emilia Romagna”?

Per  voler dare un indirizzo moderato alla nostra attività. Noi non siamo politici e non facciamo politica, ma sappiamo anche che i problemi vanno risolti dalle amministrazioni locali. Sappiamo che i politici devono dare una risposta seria ai nostri problemi. Noi siamo estremisti nel richiedere azioni serie, nel porre questioni, ma moderati nel voler concertare al massimo le possibili soluzioni.

Cosa fare per iniziare?

Prima cosa, sviluppare e mettere a pieno ritmo il nostro blog, tenerlo aggiornato, bello , interessante e moderato. Contemporaneamente raccogliamo spunti sul territorio per  immetterli sulla rete e mostrarli agli occhi di tutti. Infine cercare di far passare una nuova volontà di dialogo, riflessione, rispetto, passione, confronto, libertà, uguaglianza: tante cose ovvie, ma che spesso sono state dimenticate.

E’ possibile partecipare?

Naturalmente, noi siamo disponibilissimi ad accettare nuovi collaboratori per il nostro blog. Questo che abbiamo creato deve diventare un punto di ritrovo per parlare di temi importantissimi, che riguardano tutti e che non possono riemergere sulla scena mediatica solo in periodo di campagna elettorale. Si può collaborare con un semplice commento ad un articolo che vi ha stimolato, oppure scrivendo un articolo e inviandocelo, oppure segnalandoci un problema che è rimasto sotto tono rispetto all’importanza che riveste per il territorio, oppure diventare a tutti gli effetti collaboratori del blog.

Come?

Semplicemente contattandoci via e-mail, ai nostri indirizzi personali, o alla casella specifica del blog: estremocentroemiliaromagna@gmail.com, oppure contattarci via facebook.

Concludo con un saluto a tutti voi.

Partecipate attivamente. Libertà è partecipazione.

Se avessimo realmente uno spirito di appartenenza Europeo a fronte delle reali difficoltà economiche e sociali in cui versa l‘Unione probabilmente ci sarebbe il buon senso di evitare quei vergognosi e inrispettosi teatrini televisivi tra uomini politici e giornalisti; questi  continui  dibattiti dalla dialettica calcistica e dai contenuti piu’ comparabili allo storico “Processo del Lunedì di Biscardi” che ad un approfondimento politico sono l’ulteriore conferma che l’Europa è lontana.

Intanto ad Atene,Pratasso banche  a fuoco: tre i morti
centomila manifestanti in piazza. Parlamento messo sotto assedio

A Salonicco, in una manifestazione che ha riunito 20 mila persone, i poliziotti hanno usato i gas lacrimogeni per fermare una sassaiola contro le vetrine dei negozi. In tutta la Grecia chiusi uffici pubblici, ospedali, banche e negozi e i trasporti aerei, marittimi e ferroviari. Se servono 110 miliardi per tirar fuori la Grecia dai guai, quanto servirà per la Spagna? E per il Portogallo? E per l’Italia? E per tutti gli altri? Se la Germania inizia a indebitarsi per salvare tutti i Paesi della zona-euro, anche lei fallirà?. Non può funzionare e i mercati lo capiscono, ma i responsabili politici non sembrano affatto capire i mercati.

Riceviamo e pubblichiamo di Germano Milite                     Le scrivo mosso da un misto di rabbia e sconforto. Le scrivo mosso non da un desiderio idealista-utopista di purificazione morale del mondo ma, al contrario, dalla necessità di cambiamento divenuta irrinunciabile per la stessa sopravvivenza delle istituzioni politiche e lo scongiuro di una guerra civile. Magari le mie parole le risulteranno esageratamente catastrofiste e “rivoluzionarie” ma, come le dicevo, sono giunto alla conclusione che i partiti si siano giocati le loro ultime carte con questa pietosa, ipocrita e confusa campagna elettorale. Ho vissuto ed incamerato lo scoramento totale della gente, la deprimente tendenza a considerare marcio o truffaldino qualsiasi tipo di progetto nuovo che sia ricollegato alla politica “tradizionale”…ho toccato con mano il disfattismo cialtrone e qualunquista delle persone rassegnate al meno peggio ed abituate al binomio inscindibile “politico=ladro”. Ho visto riciclati e trombati passare dal Pd al Pdl facendo tappa nell’Udc e poi nell’Idv…ho visto giovani già vecchi nel loro modo di pensare e di agire. Ho visto il mio futuro grigio come il cemento armato delle carceri. Ma ho visto anche il bicchiere mezzo pieno riempito dall’entusiasmo di tantissimi ragazzi che hanno forza, idee e capacità non per rendere perfetto questo sgangherato paese ma per rimediare a molte delle sue inconcepibili e non necessarie brutture.

Quasi cominciavo a sperare che qualcosa, qualcosa di piccolo ma importante, potesse finalmente cambiare. E invece? E invece vedo l’Italia imbrigliata dalla Lega e, cosa ancora più orribile, l’Udc che potrebbe riallacciarsi alla maggioranza. Sarebbe la più grande delusione della mia vita vederla stringere nuovamente la mano a razzisti, xenofobi, cristiani-celtici e cattolici-adulteri. Sarebbe la fine di tutto e l’annegamento della piccola luce che stava per accendersi. Non abbiamo bisogno di leader buoni o cattivi; di messia o nuovi santi-martiri caro Presidente. Abbiamo bisogno, “semplicemente”, di uomini coraggiosi…che siano pronti a rinunciare al poco che hanno per ottenere molto di più non solo per loro stessi ma anche per chi si fida di loro e li segue. Non pretendo un mondo dove, tutti in circolo e tenendoci per mano, cantiamo Kumbaya. Non immagino un mondo dove non esistono ricchi e poveri, ingiustizie e disparità…non mi concedo utopie sognanti che parlano di governi guidati da superuomini dall’inflessibile moralità e dalla perfetta etica. Governare questo paese frignone e spesso ignavo è compito arduo e deve essere fatto alternando un sensato relativismo ad una giusta fermezza.

In ogni caso non le scrivo assolutamente per indicarle come governare; non ne ho le capacità, l’esperienza e le conoscenze. Le scrivo solo questa sorta di “supplica-esasperata” riguardo ad un provvedimento che reputo non solo moralmente giusto ma SOCIALMENTE NECESSARIO. VIA I MEDIOCRI E I LESTOFANTI DALL’UDC…via coloro che portano voti ma che derubano il futuro alle attuali generazioni. VIA I COMPROMESSI con i corrotti e via il concetto di “potere a tutti i costi”. Come dicevo questa forma di rinnovamento forte è coraggioso non deve essere spinta da un elevato senso di giustizia ma DALLA NECESSITA’ DI SOPRAVVIVERE E DI EVITARE IL TRACOLLO DI QUESTO PAESE (E DELLA MIA REGIONE IN PARTICOLARE; LA CAMPANIA).

Eliminare la feccia dal partito vorrebbe dire giocarsi tutto quel 6% di elettorato ma significherebbe, al contempo, non offrire “alibi” a chi oggi guarda con diffidenza all’Unione di Centro. Non so: forse qualcuno penserà che sto delirando e forse è effettivamente così ma, mi creda, avere 23 anni e sapere che, per fare quello che voglio fare (il giornalista) dovrò prima o poi rinunciare alla mia dignità e vendermi a qualcuno, è incredibilmente frustrante…quello che noto è un incredibile ed insostenibile spreco di risorse positive e di giovani dalla mente libera e creativa. Premiare i meritevoli, mi creda, non può che produrre risultati straordinari PER TUTTI. Affidarsi ai migliori, alla lunga, PREMIA.

Ho scritto troppo, lo so e me ne scuso…probabilmente queste mie righe nemmeno le leggerà mai ma, mi creda, se l’Udc riuscisse a portare avanti in maniera credibile, profonda e concreta il rinnovamento che sbandiera da anni (insieme a tutti gli altri partiti) io sarei il primo a prenderne parte; a giocarmi tutto ciò che ho e che sono per far vincere il progetto. E con me che non sono nessuno, le assicuro, ci sarebbero tantissimi pronti a fare lo stesso; a partire dal gruppo giovanile di Caserta. Lei una volta disse:”Vorrei dei giovani che rompessero le scatole nel partito”. Bene…c’è un esercito di giovani pronti a fracassarle. Che facciamo? Passiamo dalle parole ai fatti?

GRAZIE PER L’ATTENZIONE. Cordiali Saluti.

Germano Milite

Il coraggio è la virtù del cominciamento. Il suo contrario è il non fare, il nascondersi. Non la paura. Perchè anche il coraggio ha paura. Ma la vince e si butta in avanti affrontando l’incertezza del mondo.” L’OTTIMISMO  F. Alberoni

Tanto, troppo silenzio prima, silenzio di contenuti, il vuoto,”tanto zucchero a velo sulla torta bruciata” ed ora, tra vinti e vincitori  è tempo di riaprire i tendoni della “spettapolitica” , il grande carrozzone: saccenti maghi della statistica, domatori di folle, comici, vignettisti,scrittori, giornalisti, funamboli ,comunisti,fascisti,vescovi,suore,      padani,IDV,PDL,PD,UDC,H,L,M,N,O,P,Q,V,Z!!

……..ora ci sono tutti, ognuno con le sue verità, il suo stupore, niente e nessuno al suo posto; l’informazione: spietata incontenibile, un  geyser a  colpire, a nascondere, stupire ma mai  a sostituire il noto all’ignoto, il certo all’incerto.

In questo frastuono l’Italia del non voto ha espresso il suo dissenso, manifestato il lecito disorientamento; le regionali del web e delle istrioniche piazze una realtà su cui riflettere verso il cambiamento.